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STAGIONE TEATRALE 2026-27

Direzione Artistica Giuseppe Romanetti

Sabato 7 novembre, ore 21.00

scritto e diretto daLiubov Cherepakhina

conMykyta Cherepakhin,Antonii Kyiovych,Bohdan Svarnyk,Inna Turik

I Dekru sono un pluripremiato quartetto di artisti ucraini che ha riscritto i canoni del mimo proponendo una forma espressiva unica nel suo genere. Considerata la situazione drammatica del loro paese, sono riusciti a venire in Italia grazie ad un permesso speciale del Ministero della Cultura del loro paese. Eredi spirituali di Marcel Marceau col loro linguaggio universale che non necessita di parole hanno divertito e commosso centinaia di città nei paesi di tutto il mondo ottenendo un successo planetario. Il quartetto è stato scelto

per esibirsi durante l’Udienza di Papa Francesco per il Giubileo dello Spettacolo Popolare e come protagonista del Gran Gala du Cirque, spettacolo che riunisce i migliori performer circensi di ogni nazione in un’unica grande serata.

Lo spettacolo è un viaggio comico e poetico nelle peripezie della vita. Quattro figure vestite di nero e truccate di bianco entrano in una scena vuota e col solo uso del corpo la riempiono facendo prendere vita a personaggi e situazioni dalle più fantasiose alle più ordinarie, enza soluzione di continuità. 

Sabato 21 novembre, ore 21.00

di Diego Pleutericon Valentina Picello e Vito Vicinoregia Alice Sinigagliasound designer Federica Furlaniscenografo Alessandro Rattiluci Luca Scottonproduzione La Corte Ospitalecoproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazionecon il contributo della Regione Emilia-Romagnacon il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Testo vincitore Eurodram 2022 – menzione al premio InediTO 2020

Valentina Picello vince il premio UBU 2025 come migliore attrice

Un ragazzo torna a fare visita alla madre durante un pomeriggio di pioggia. Una volta in casa trova il salotto pieno di scatole, sparse sul tavolo, per terra, sopra le sedie. Fra di esse, la donna si muove continuando a parlare.

Sta cercando un vecchio articolo di giornale, letto tempo prima e poi conservato, nel tentativo di ricordare le ultime parole di una citazione. “Di intimo c’è rimasto solo – “ e non riesce. Come se la sua vita fosse rimasta bloccata lì, in attesa di completare la frase. In poco tempo il figlio si inoltra insieme a lei nella ricerca. Vana è ogni resistenza. Il richiamo di quella parola scordata è troppo forte, anche per lui. E dalle scatole cominciano a emergere vecchi album di fotografie, romanzi, piccoli inquietanti scarafaggi difficili da uccidere. Sospesi fra sogno e realtà, azione e pensiero, madre e figlio sprofondano dentro quell’inconscio che potremmo dire collettivo, per ritrovare le parole che erano state dimenticate.

Sabato 12 dicembre, ore 21.00

Renzo Ruggieri, fisarmonica

Alessia Martegiani, voce

Toni Fidanza, pianoforte

Il suono delle parole, della lingua francese ha influito nella costruzione di un universo poetico di canzoni immortali. La melodia francese ricercata, intima, vissuta, manifesta una pronunciata melodicità che consacra il profondo legame con la cultura italiana dei performer. Il progetto esplora la “chansonpopulaire française” attraverso lo strumento più emblematico di entrambe le culture: la fisarmonica, o “accordéon”, come si direbbe a Parigi, affiancata dalla voce e dal pianoforte. Da Edith Piaf a Jacques Brel, da Gilbert Bécaud fino alle melodie della tradizione come “Indifférence”. Alessia, Toni e Renzo reinterpretano questo repertorio con arrangiamenti inaspettati, carichi di pathos e con un profondo interplay.

Venerdì 22 gennaio, ore 21.00

diFranco Scaldati

regia ed interpretazione diEnzo VetranoeStefano Randisi

disegno luci diMaurizio Viani
costumi diMela Dell’Erba
tecnico luci e audioAntonio Rinaldi

Enzo Vetrano e Stefano Randisi hanno all’attivo una collaborazione che dura da cinquant’anni. La complementarietà, la dialettica, il confronto, sono la forma che hanno scelto per esprimere la loro poetica. Da qualche tempo si sono incontrati con Totò e Vicé, teneri e surreali clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano, e nelle loro parole, gesti, pensieri, giochi si sono subito specchiati. Totò e Vicé sono legati da un’amicizia reciproca assoluta e vivono di frammenti di sogni che li fanno stare in bilico tra il mondo terreno e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere.

Ph. Tommaso Le Pera

Sabato 27 febbraio, ore 21.00

da un’idea diLuca Gnudi

di e conCesare Pomarici

feat. Federico Buffa

pianoforteAlessandro Nidi

chitarra e voceEmanuele Nidi

Il futuro è tra mezz’ora racconta la vita e l’opera di Lucio Dalla, ripercorrendo – una per una – la storia di tutte le canzoni presenti nella scaletta del suo ultimo concerto: quello di Montreux del febbraio 2012.

È un viaggio narrativo e musicale che mette insieme ricostruzione storica e aneddoti privati, dichiarazioni pubbliche e vicende ancora inedite, con lo scopo di restituire – nella sua geniale complessità – un nuovo ritratto del grande cantautore bolognese.

L’apparato musicale, che prevede la rivisitazione di svariati brani del concerto di Montreux, è stato realizzato con l’obiettivo di restituire alle canzoni di Dalla qualcosa della loro ispirazione originaria, della loro dimensione spontanea precedente al processo di produzione discografica.

Sabato 13 marzo, ore 21.00

dedicato a Eleonora Duse

di e conElena Bucci

disegno luci per il teatroMaurizio Viani

cura del suonoRaffaele Bassetti,Franco Naddei

assistenza al progettoNicoletta FabbrieGaetano Colella

produzioneLe belle bandiere

con il sostegno diRegione Emilia-RomagnaeComune di Russi

grazie aWalter Pretolaniper avermi suggerito l’idea e avermi sostenuto nei primi passi

grazie aClaudio MeldolesieLaura Marianiper essere stati presenti alla prima prova aperta e avere contribuito con il loro lavoro alla drammaturgia

Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna. Incontrai Eleonora, come una maestra fantasma, quando cercavo la mia strada di autrice in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi. Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis, quando cercavo una strada personale, una scrittura, una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale.